Di David a. Kessler – Ed. Garzanti.
No, non è l’ultima trovata in fatto di diete, né la soluzione miracolosa per eliminare i chili di troppo messi su durante il lockdown (magari!!!) ma è un’importante denuncia del nostro modo di alimentarci e delle strategie messe in atto dall’industria alimentare per indurci a consumare sempre di più anche in termini di cibo. Certo si analizza il comportamento della società americana, ma visto che è quello l’esempio che stiamo seguendo a scapito della nostra – assai più sana – cucina mediterranea, è il caso di rifletterci. Del resto il sovrappeso è ormai un’emergenza sanitaria e sociale anche in Italia, anche a livello infantile.
Dobbiamo cominciare a considerare che certi cibi, di cui non abbiamo alcun bisogno perché non hanno alcun valore nutrizionale, innescano in noi una vera e propria dipendenza perché sono proprio stati creati con quello scopo: quello di indurre un nuovo bisogno, che possibilmente non si riesca più a controllare.
Gli studi hanno dimostrato che ingrassiamo perché mangiamo troppo – ovvio direte voi – ma non è cosi scontato perché spesso sento dare la colpa al metabolismo o alla scarsa attività fisica. Ormai da tempo gli scienziati hanno dimostrato che ciò che comporta in misura preponderante l’aumento di peso tra la popolazione è proprio l’aumento del cibo che ingeriamo. Nel 1960 le donne nella fascia 40 -49 anni pesavano in media 60 chili, nel 2000 il peso medio è balzato a 71,7 chili. La colpa non è solo della mancanza di forza di volontà ma di una iperfagia condizionata: scienziati, food designer, pubblicitari studiano cibi sempre più allettanti, che inducono ad eliminare ogni forma di autocontrollo in chi li assume.
Questa iperfagia fa male a chi ne è vittima, all’ambiente che viene sfruttato per produrre cibo che non serve e alla società che deve poi spendere moltissime risorse nella cura di tutte le malattie causate dal sovrappeso e dall’obesità.
L’autore però chiude con una speranza: che dopo averne preso consapevolezza possiamo combattere le cattive abitudini innescate da tale sistema agendo sia dentro di noi che a livello sociale.
