di Jonathan Safran Foer, ed. Guanda.
La maggior parte della comunità scientifica e di noi non può più negare che il cambiamento climatico sia in atto, che sia causato dai comportamenti umani e che metterà a serio rischio la sopravvivenza della specie umana.
Perché di certo la terra saprà rigenerarsi, è la nostra specie che è in pericolo e siamo noi che la stiamo distruggendo.
L’autore si chiede perché nonostante questa consapevolezza, l’umanità in generale e ciascuno di noi in particolare non senta tale fenomeno come un’emergenza e quindi non faccia nulla per cambiare. Se si capisse questo infatti, si avrebbe la chiave per svegliare le coscienze e quindi indurre il cambiamento.
Molto interessante è il cap- IV “la disputa con l’anima” che sa che cosa bisognerebbe fare eppure non riesce a convincere l’io ad agire.
Secondo l’autore il rimedio più efficace e più rapido per ottenere un’inversione di rotta sarebbe quello di cambiare la nostra dieta eliminando carne e derivati dagli allevamenti di animali ovvero latticini e uova e cerca di convincerci ad attuare questo cambiamento con pochi ma sbalorditivi dati.
- a livello globale l’umanità sfrutta il 59% di tutta la terra coltivata per crescere foraggio per il bestiame, un terzo di tutta l’acqua potabile usata dall’uomo è destinata al bestiame, il 70% degli antibiotici sono destinati al bestiame, sul pianeta ci sono circa 30 animali allevati per ciascun essere umano e secondo il Woldwatch Institute, tenendo conto anche del mancato assorbimento dovuto alla deforestazione, l’allevamento è responsabile del 51% delle emissioni globali di gas serra a livello globale.
Basterebbe al limite, sfida l’autore, non consumare carne e derivati prima di cena…ce la faremo?
“Nessuno se non noi distruggerà la Terra e nessuno se non noi la salverà…noi siamo il Diluvio e noi siamo l’Arca.”
