Abbiamo il dovere di sentire nostro tutto questo, ascoltare col cuore e con la mente i passi stanchi di quegli uomini che camminano nella neve, che non hanno pace, né calore, né riconoscimento, né voce.
Camminano adesso, come allora, cercando di fuggire all’indifferenza e alla violenza di altri uomini.
E noi rimaniamo a guardare in silenzio.
Anche allora, il nazismo ha potuto realizzare tutto ciò che conosciamo, perché in molti hanno taciuto per paura o per indifferenza.
Non esistono diritti per alcuni e concessioni per altri. Ogni uomo e ogni donna sono portatori di diritti fondamentali, incancellabili e inalienabili, qualunque sia la loro provenienza, colore della pelle, storia.
Ci riteniamo una nazione evoluta democraticamente e culturalmente, ma se ricacciamo alla frontiera schiere di uomini mandandoli in pasto ad un destino di violenze e maltrattamenti, dovremmo davvero chiederci se l’Italia sia un paese democratico e civile.
