Questo libro bisogna leggerlo se non altro per sentire anche una voce diversa dai soliti slogan di propaganda che ci propinano ogni giorno i nostri governanti.
Sono storie ed episodi di immigrati vere, nude e crude ed hanno accresciuto in me ancora di più quell’indignazione che già nutrivo nei confronti della politica immigratoria che l’Italia ha tenuto fin ora e si accinge ad attuare.
Assistiamo ad un mare di menzogne, di manipolazioni e di slogan che fanno di tutto per farci odiare questi nostri fratelli migranti.
Se ci pensiamo anzi non si parla mai di migranti (che farebbe pensare ad essere umani), ma all’emergenza migratoria (che emergenza non è visto che dura da decenni e durerà per decenni visto che sarà aggravata dai cambiamenti climatici) o di problema migratorio (che è un problema per la cattiva gestione che ne facciamo).
Si paventa il fatto che possano rubarci il lavoro o il benessere, che possano portare delinquenza e che comunque è colpa dell’Europa se la situazione è drammatica.
Tutte menzogne e scarichi di responsabilità. Ma ci chiediamo: dove è finita la nostra umanità? Possibile che sappiamo pensare solo a noi stessi senza avere compassione di queste persone che stanno morendo?
Stiamo assistendo ad un nuovo olocausto (d’altronde si è preoccupati della contaminazione della razza!!). Noi popolo italiano, Stato, Chiesa, vogliamo rimanere indifferenti anche questa volta?
Sappiamo benissimo che tanti italiani si sono rimboccati le maniche per aiutare questi nostri fratelli, ma non dovremmo indignarci tutti di fronte alle dichiarazioni di ministri che vogliono fermare gente disperata con i blocchi navali rispendendoli in luoghi di tortura e violenza (della serie possono morire e soffrire ma non qui) o rinchiudere gente innocente in carceri in aperta violazione della Costituzione e della Carta dei diritti dell’uomo?
Perché si continua a distinguere il rifugiato di guerra dagli immigrati “economici”, come se la povertà assoluta non fosse una situazione da cui scappare e il diritto a sfamare sé e la propria famiglia non fosse un diritto inviolabile dell’uomo?
Non diciamo nulla di nuovo sottolineando che a molti imprenditori italiani gli irregolari servono cosi perché possono fruttarli facendoli lavorare in condizioni disumane e senza alcuna tutela.
Perché non si accolgono degnamente, si formano e poi si avviano a lavori che tanto gli italiani non vogliono più fare cercando di integrarli? Perché poi potrebbero vantare i nostri stessi diritti?
Saverio Tommasi dice che Non si accoglie per religione, credo, pietà o fede. Non si accoglie neanche per convenienza e ragionamento. Non si accoglie neanche perché ne hanno diritto. Si accoglie perché sono esseri umani e noi siamo esattamente come loro.
A questo punto non sappiamo, sinceramente, se noi che li rispediamo in mare o li chiudiamo in prigione, possiamo ancora considerarci umani.
