Corridoi umanitari…anche a Zelarino

Solitamente quando si pensa all’immigrazione ciò che balza alla mente sono barche cariche di esseri umani che cercano di attraversare il Mediterraneo o, in questi ultimi giorni, molto di più rispetto a prima, gruppi di uomini in cammino lungo la rotta balcanica.

E accanto a queste immagini, voci indignate di chi non li vuole o di chi crede che tutto ciò sia disumano, voci diverse, ma con un denominatore comune: quelle vie non vanno bene, non funzionano.

Eppure esistono altri modi, altre vie.

Ne sono un esempio i Corridoi Umanitari, percorsi di accoglienza attivi in Italia dal 2015, frutto della collaborazione fra Ministero e Tavola Valdese e Conferenza Episcopale Italiana, attraverso la Comunità di Sant’Egidio, Caritas e Fondazione Migrantes.

Caritas in collaborazione con l’UNCHR (Alto Commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite) individua, all’interno dei campi profughi in diverse aree del mondo, le persone o i nuclei familiari maggiormente vulnerabili e avvia un percorso di accoglienza in Italia preparato ancora prima dell’arrivo dei migranti nel nostro paese.

Il programma permette ai nuclei familiari di giungere in Italia in totale sicurezza, evitando di esporre tali persone ad ulteriori violenze, maltrattamenti e rischi e consente loro di inserirsi in una comunità preparata alla loro accoglienza.

Ciò combatte l’immigrazione illegale, i viaggi “a caro prezzo” e cerca di scongiurare il rischio di cadere nell’illegalità una volta giunti in Italia, in quanto viene garantito un progetto di integrazione attraverso corsi di italiano, inserimento scolastico dei minori, assistenza sanitaria e psicologica, assistenza legale e avviamento all’inserimento lavorativo.

La quasi totalità dei migranti giunti attraverso i corridoi umanitari ha visto riconosciuto lo status di rifugiato.

I principali paesi d’origine sono Eritrea, Sud Sudan, Somalia, Siria, Iraq.

L’accoglienza viene promossa da Caritas attraverso la sensibilizzazione e il coinvolgimento delle parrocchie, delle famiglie e dei singoli e si avvale del supporto attivo di una famiglia tutor e di una comunità accogliente.

A fine ottobre, grazie alla Caritas Veneziana, è arrivata a Zelarino una famiglia del Sud Sudan formata dai genitori, Hafiz e Maryam e due bimbi, Omniah e Nassir.

Prima del loro arrivo, la comunità aveva già conosciuto con foto e racconti la nuova famiglia e si era preparata ad accoglierla attraverso incontri con l’Equipe Caritas.

Nonostante titubanze e timori, periodo pandemico e difficoltà comunicative, il nostro viaggio è iniziato con entusiasmo e voglia di conoscersi, è il viaggio reciproco della scoperta dell’altro, fatto di passi veloci e passi lenti, di giorni di pioggia e di sole, di speranze e di difficoltà, ma siamo certi che non smetteremo di camminare e che insieme faremo molta strada!

Lo straniero è un fratello che non hai mai incontrato.

Ora ci siamo incontrati.

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